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Non l’ho visto, non mi piace. Australia.

Posted in Non ci piace a priori with tags , , , , , , , , , on 23 gennaio 2009 by Mitopoietico

L’Australia è un posto sfigato dove tutti sono buzzurri, danno la caccia ai coccodrilli, per socializzare si schiacciano le lattine di birra in fronte, il boomerang non è passato di moda e ci sono i negri che non sono africani.
L’Australia è un posto sfigato dove i mammiferi fanno le uova e hanno il becco e gli animali sono talmente insicuri del proprio rapporto coi cuccioli che se li portano a spasso in tasca.
L’Australia è un posto talmente sfigato da essere succursale della Scozia e da dover prima giocarsi tutto il girone continentale e poi sfidare la meno schiappa delle schiappe di un altro continente per poter partecipare al mondiale.
L’Australia è un posto talmente sfigato che per renderlo figo bisogna sganciarci la bomba atomica.

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Dal web: Waliszewska

Posted in Dal web with tags , , , , , , on 21 gennaio 2009 by Mitopoietico
picasso chi?Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione

Dopo il pistolotto del collega Antonio contro l’arte contemporanea, non posso esimermi dal segnalare un’artista, per l’appunto, contemporanea.  Della categoria di quelli che, direbbero i puri di cuore, non sanno disegnare e dovrebbero farsi vedere da un buon dottore dei matti.

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Thank God for the bomb!

Posted in Tema libero with tags , , on 11 dicembre 2008 by Mitopoietico

Dagli archivi della libreria Imperiale, 11-7-2693

Ciò che state per leggere è un rarissimo reperto del Dopobomba, il periodo successivo alla guerra lampo atomica che nel 2010 ha distrutto quasi del tutto il mondo allora conosciuto. Per centinaia di anni soltanto gli scavengers si sono aggirati all’interno dei resti degli antichi centri urbani per il pericolo delle radiazioni e dei gruppi di banditi.

Il reperto si presenta sotto forma di un foglio di carta quadrettata, probabilmente strappato da un taccuino a spirale e scritto con inchiostro nero tramite una penna a sfera. E’ stato ritrovato perfettamente conservato nascosto dentro ad una scatola metallica sepolta sotto le macerie di un edificio. Il sito del ritrovamento è all’interno di quella che probabilmente era una zona residenziale di una cittadina nel territorio del Sacro Cristiano Impero.

Attualmente gli studiosi si interrogano sulla natura di questo documento: una invettiva satirica o una sincera preghiera?

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Dal web: Old Picture of the Day

Posted in Dal web with tags , , on 28 novembre 2008 by Mitopoietico

Il fascino di una foto sbiadita, ingiallita, rosicchiata dal tempo che passa è il fascino di un attimo irripetibile fissato per sempre, è il fascino del tempo che si ferma. Il fascino di una foto scattata anni e anni prima che fossimo nati è il fascino della macchina del tempo che mostra qualcosa che non c’è più e che non è possibile ripetere.

www.old-photos.blogspot.com

Old Picture of the Day è un blog che quotidianamente pubblica una foto “vecchia”, spesso antica, che consente un tuffo in un passato non remoto ma ormai antichissimo. La maggior parte delle foto pubblicate fanno riferimento ad avvenimenti e quotidianità del passato statiunitense, ma non sono rare foto scattate in giro per il mondo, da brividi la ragazza indiana che inaugura il blog o le porte di Damasco nei primi del novecento.

Old Picture of the Day ha tutto quello che occorre per diventare meta di pellegrinaggi quotidiani per l’internauta che vuole scoprire se stesso specchiandosi nel passato.

Nascita, un film

Posted in La parola del mese, Nascita with tags , , , on 7 novembre 2008 by Mitopoietico

Il blog è stato presentato, la prima parola del mese è stata introdotta. Visto tuttavia che questo è il primo articolo di questo blog una precisazione sulla parola del mese può tornare utile. Ogni mese viene scelta una parola chiave che sarà come un “tema del mese”. A questa parola chiave saranno associati degli articoli che verranno poi raggruppati sotto la categoria “La parola del mese” nel menu Rubriche (colonna destra).

Rosemary’s Baby

di Roman Polanksi, con Mia Farrow e John Cassavetes, 1968 USA

Rosemary’s Baby è un film sull’avvento.
Una lunga e sfibrante attesa di un natale blasfemo, il natale del figlio di Satana che porterà con se la nuova era, l’era dell’Anticristo. Il 1966 diverrà l’anno uno. Come un film sul Natale di Cristo, ma al rovescio.

Rosemary e Guy sono a New York. Trovano casa, si sistemano, fanno conoscenza coi vicini, l’anziana coppia Castevet, Guy tenta di sfondare come attore di teatro. Sono narrate cose normali, noiosette forse, ma c’è sempre un senso di sbagliato in quello che è messo in scena, un qualcosa di sottilmente sinistro e nauseante che tiene alta la tensione e il malessere dello spettatore. Il disseminarsi dei piccoli indizi di un terrore incombente sono sparsi con sapienza – con impennate impreviste come il suicidio della giovane ospite dei Castevet che sembrano preludio a qualcosa… che rimane sospeso -e mimetizzati tra i gesti di ogni giorno di Rosemary, con lo spettatore nel suo prendere coscienza dell’alone nero che le si sta stringendo attorno fino a quando l’identificazione in Rosemary è compiuta e si vive con lei.

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There is a house

Posted in Editoriale with tags , , on 5 novembre 2008 by Mitopoietico

Una premessa

La rete è un immenso contenitore di fuffa.

Fuffa di tutti i tipi e per tutti i gusti, fuffa che primeggia inesorabile tra i risultati di qualsiasi ricerca si faccia, fuffa che trabocca dai milioni di profili dei social network, fuffa in forma scritta, fuffa in forma grafica, fuffa fotografica, fuffa in video, fuffa in musica. Fuffa che esonda dai forum, dai myspace, da qualsiasi community sparsa per la rete e che invade e sommerge quasi tutto.
La blogsfera (ma sarà ancora un termine alla moda?) contribuisce e ha contribuito non poco al diffondersi dell’inutile, del narcisistico, del brutto, della cattiva informazione. Alla faccia del giornalismo indipendente dal basso.
Aprire un blog può essere un gesto scriteriato, un deliberato aumento dell’immondizia internettiana, come se ci fosse bisogno di altra immondizia, oltretutto. Ognuno è libero di far quel che vuole, sia chiaro, ma francamente a farsi una surfata nel web spesso e volentieri c’è da rimanere allibiti.

House of the Rising Sun

Ciò che fino a qui si è sostenuto può essere letto come pretenzioso o fuori luogo, in fin dei conti questo è il post d’apertura di un nuovo blog, ma è una precisazione che andava fatta visti gli intenti che stanno dietro all’avvio del progetto House of the Rising Sun.
Per le informazioni precise su chi siamo, cosa facciamo e cosa vogliamo ci sono le pagine di presentazione in cima alla colonna di destra, in questa sede si proverà a descrivere in breve l’idea alla base di questo blog.
House of the Rising Sun
nasce come punto d’incontro di tre blogger attivi dal 2005, come risposta al desiderio comune di scrivere insieme. Dopo una breve riflessione è stato deciso di trattare argomenti culturali e artistici senza presunzione di autorevolezza o di profondità critica, giudizio lasciato al lettore, attraverso recensioni e articoli di commento e dando al blog un taglio da magazine, con rubriche regolari con cui saranno raggruppati i post. Inoltre si cercherà di dare risalto a isole della rete meritevoli di visibilità, scelte in base alla loro qualità o al loro essere divertenti o bizzarre. Questo perché ciò che c’è di buono nella cloaca magna della rete merita di emergere, e ogni iniziativa volta a tale scopo, anche piccola come questa, è cosa buona. Sarà anche lasciato molto spazio al divertimento puro e semplice, con rubriche umoristiche o sarcastiche.

Con la speranza che quanto qui scritto non resti solo un’intenzione.

Luigi Clapis