Ci vediamo presto, Mico Sarrabanda!

E’ con immenso sconforto che annunciamo la morte di Beniamino Reitano, detto Mino. Tifoso interista, ci ha lasciati appena un giorno fa.

La sua carriera da attore può essere suddivisa in due periodi: 1971-1979 e 1996-1999.

E’ del 1971 il primo suo film, Tara Pokì, di Amasi Damiani. Tara Pokì appartiene al filone degli spaghetti-western. Ambientato in una calabria messicaneggiante, Mino interpreta qui Mico Sarrabanda, giovane che decide di far fuori il boss del paese per avergli negato la mano della figlia Tara Pokì (Aliza Adar). Costretto ad emigrare in America, diventa un killer e viene lì presto raggiunto dall’amata. Il film ha due finali diversi. Nel primo Mico sposa la ragazza e tutti vissero felici e contenti. Nel secondo Mico sposa la ragazza la quale, subito dopo il matrimonio, lo uccide in chiesa.

Dopo appena due anni Mino Reitano si ripropone sui grandi schermi nel ruolo di Andrea Rispoli in Una vita lunga un giorno, di Ferdinando Baldi. In soldoni, la storia è questa. Andrea Rispoli è un povero marinaio che non può permettersi le cure di cui necessita la moglie Anna, gravemente malata (interpretata da Ewa “nimesulide” Aulin). Un ricco annoiato (Philippe Leroy) , per divertirsi, gli propone di diventare bersaglio di cinque killer in cambio di una lauta ricompensa. Disperato, Rispoli accetta e finisce sotto un tir. Nel 1993 di questo cult è stato girato un remake ad Hollywood (Senza Tregua con Jean-Claude Van Damme).

Ancora una volta Mino attende due anni e si ripresenta con Povero Cristo, film di Pier Carpi, in cui Mino-Giorgio Cavero cerca le prove sull’esistenza di Cristo per cento milioni di lire su commissione di uno sconosciuto. Mino troverà Cristo in sè stesso. Insomma, una grande cazzata che peserà parecchio sul proseguio della carriera cinematografica del nostro. Eppure il Centro Cattolico Cinematografico lo giudicherà così: “Ottimo per dibattiti, il film merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti”.

Nel 1979 il tracollo definitivo. Lady Football di Italo Martinenghi lo costringe a lasciare il mondo del cinema. Il film parla di una squadra di calcio femminile. Film grottesco, il nostro impersona il manager di un’azienda che cerca atleti da sponsorizzare e finisce per fondare una squadra di calcio femminile al risparmio (tessera in blocco le orfanelle di un convento). Questa pellicola segnerà l’inizio di una nuova era che durerà ben 17 anni. Niente più film per Reitano.

Il nostro tornerà… prima di dare l’annuncio dell’addio definitivo al cinema, interpreterà se stesso ancora due volte: nel grande insuccesso di Verdone Sono pazzo di Iris Blond (1996) e ne L’ultimo mundial (1999) di Antonella Ponziani.

La redazione di House of the Rising Sun lo ricorda con affetto. Ciao Mino!

5 Risposte to “Ci vediamo presto, Mico Sarrabanda!”

  1. Uscendo dal cazzeggio, mi sa che sto “una vita lunga un giorno” dev’essere in qualche modo interessante. Per lo meno la trama così fa pensare. vediamo cosa dice il mulo.

  2. sbloggato Says:

    Ma lo sai che il regista di Lady Football è lo stesso della saga dei “tre supermen”?

  3. ecchecazzo però! fate sempre i necrologi!

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