Nascita, un film

Il blog è stato presentato, la prima parola del mese è stata introdotta. Visto tuttavia che questo è il primo articolo di questo blog una precisazione sulla parola del mese può tornare utile. Ogni mese viene scelta una parola chiave che sarà come un “tema del mese”. A questa parola chiave saranno associati degli articoli che verranno poi raggruppati sotto la categoria “La parola del mese” nel menu Rubriche (colonna destra).

Rosemary’s Baby

di Roman Polanksi, con Mia Farrow e John Cassavetes, 1968 USA

Rosemary’s Baby è un film sull’avvento.
Una lunga e sfibrante attesa di un natale blasfemo, il natale del figlio di Satana che porterà con se la nuova era, l’era dell’Anticristo. Il 1966 diverrà l’anno uno. Come un film sul Natale di Cristo, ma al rovescio.

Rosemary e Guy sono a New York. Trovano casa, si sistemano, fanno conoscenza coi vicini, l’anziana coppia Castevet, Guy tenta di sfondare come attore di teatro. Sono narrate cose normali, noiosette forse, ma c’è sempre un senso di sbagliato in quello che è messo in scena, un qualcosa di sottilmente sinistro e nauseante che tiene alta la tensione e il malessere dello spettatore. Il disseminarsi dei piccoli indizi di un terrore incombente sono sparsi con sapienza – con impennate impreviste come il suicidio della giovane ospite dei Castevet che sembrano preludio a qualcosa… che rimane sospeso -e mimetizzati tra i gesti di ogni giorno di Rosemary, con lo spettatore nel suo prendere coscienza dell’alone nero che le si sta stringendo attorno fino a quando l’identificazione in Rosemary è compiuta e si vive con lei.

Nelle sottili onde di risacca del male incombente, Rosemary e Guy decidono di avere un figlio. Si prevede una nascita. Ma Rosemary non c’è nel momento del concepimento, è svenuta, forse drogata, si sveglia la mattina coll’orribile ricordo di un sogno, un sabba cui partecipavano tutti i suoi anziani vicini e Guy dove veniva posseduta da un demonio – i sogni di Rosemary sono forse tra le sequenze psichedeliche più grandi del cinema – e dei graffi sul corpo. Guy ha fatto sesso con lei incosciente, il figlio doveva essere concepito quella notte stessa. Da subito la carriera di Guy ha un’impennata, grazie ad una disgrazia accorsa ad un suo rivale. Sta per nascere un figlio, sta per nascere una stella.
In un vortice sempre più stretto di paranoia e malattia si arriva alla terribile rivelazione. Rosemary partorisce priva di sensi e il bambino le viene sottratto. E’ il figlio di Satana, che si è sostituito a Guy la sera del concepimento in cambio di successo e ricchezza.
Rosemary, innocente vittima di un complotto orditole attorno dalle persone a lei più vicine, ha portato in grembo il mostruoso seme del Diavolo, è madre dell’anticristo. E’ una Nera Madonna.

L’orrore che pervade il film dall’inizo alla fine, non è mai in mostra, ma è suggerito da dettagli sfuggenti, incongruenze con la normalità, coincidenze angoscianti che conducono Rosemary e lo spettatore con lei al limite della follia. Il non riuscire a definire con precisione la minaccia se non nell’ultima parte mantiene alta una tensione che sfocia nel malessere. Chi vede Rosemary si fa carico della sua angoscia, l’identificazione è talmente forte che si diventa partecipi della sua rabbia e della sua determiazione a spezzare il cerchio che la costringe, e la disperazione sarà totale quando per amore del figlio talmente sofferto accetterà – capolavoro! – il suo ruolo di madre del nemico dell’umanità.

Luigi Clapis

Rosemary’s Baby su IMDB

Rosemary’s Baby su Wikipedia

Roman Polanski su Wikipedia

Si facciano confronti tra il film e le vicende personali di Roman Polanski

2 Risposte to “Nascita, un film”

  1. ,margutt o Says:

    straripante!

  2. sbloggato Says:

    Ave Adrian! Ave Adrian!

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