There is a house

Una premessa

La rete è un immenso contenitore di fuffa.

Fuffa di tutti i tipi e per tutti i gusti, fuffa che primeggia inesorabile tra i risultati di qualsiasi ricerca si faccia, fuffa che trabocca dai milioni di profili dei social network, fuffa in forma scritta, fuffa in forma grafica, fuffa fotografica, fuffa in video, fuffa in musica. Fuffa che esonda dai forum, dai myspace, da qualsiasi community sparsa per la rete e che invade e sommerge quasi tutto.
La blogsfera (ma sarà ancora un termine alla moda?) contribuisce e ha contribuito non poco al diffondersi dell’inutile, del narcisistico, del brutto, della cattiva informazione. Alla faccia del giornalismo indipendente dal basso.
Aprire un blog può essere un gesto scriteriato, un deliberato aumento dell’immondizia internettiana, come se ci fosse bisogno di altra immondizia, oltretutto. Ognuno è libero di far quel che vuole, sia chiaro, ma francamente a farsi una surfata nel web spesso e volentieri c’è da rimanere allibiti.

House of the Rising Sun

Ciò che fino a qui si è sostenuto può essere letto come pretenzioso o fuori luogo, in fin dei conti questo è il post d’apertura di un nuovo blog, ma è una precisazione che andava fatta visti gli intenti che stanno dietro all’avvio del progetto House of the Rising Sun.
Per le informazioni precise su chi siamo, cosa facciamo e cosa vogliamo ci sono le pagine di presentazione in cima alla colonna di destra, in questa sede si proverà a descrivere in breve l’idea alla base di questo blog.
House of the Rising Sun
nasce come punto d’incontro di tre blogger attivi dal 2005, come risposta al desiderio comune di scrivere insieme. Dopo una breve riflessione è stato deciso di trattare argomenti culturali e artistici senza presunzione di autorevolezza o di profondità critica, giudizio lasciato al lettore, attraverso recensioni e articoli di commento e dando al blog un taglio da magazine, con rubriche regolari con cui saranno raggruppati i post. Inoltre si cercherà di dare risalto a isole della rete meritevoli di visibilità, scelte in base alla loro qualità o al loro essere divertenti o bizzarre. Questo perché ciò che c’è di buono nella cloaca magna della rete merita di emergere, e ogni iniziativa volta a tale scopo, anche piccola come questa, è cosa buona. Sarà anche lasciato molto spazio al divertimento puro e semplice, con rubriche umoristiche o sarcastiche.

Con la speranza che quanto qui scritto non resti solo un’intenzione.

Luigi Clapis

Una Risposta to “There is a house”

  1. ,margutt o Says:

    aug/ ottimo (s)punto di partenza…FORTE!…l’essenziale adesso sta nell’afferrare per le corna il toro e impedirne la fuga, fissare le premesse!
    -allo scatafascio tutto il resto, è noia-

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