Scatolone

Rothko e la sua cappella

In Tema libero on 12 Giugno 2009 at 12:30 am

Io conosco un artista contemporaneo che è diventato celebre in tutto al mondo per quadri così. Quadri talmente apprezzati da creare un celebre caso giudiziario legato alla sua eredità. Roba di tal valore che critici e organizzatori di mostre di tutto il mondo si chiedono quale sia il verso giusto: – E’ dritto! – dice uno.
- No, è al contrario! – dice un altro.

Io una volta ho visto una mostra di quest’artista. Versata una quota di 30 euro all’ingresso, sono rimasto ore davanti alle sue opere a chiedermi come cavolo mai mi fosse venuto in mente. Roba che anche il mio imbianchino di fiducia avrebbe saputo fare. E mentre parlavo tra me e me, una ragazzetta di colore mi disse “Guarda che c’è tutto uno studio del colore dietro, guarda al di là”. Io guardai al di là e cominciai a pensare ai pennelli. Quando mi venne in mente la famosa pubblicità del grande pennello, capii che non era giornata per l’arte. O, perlomeno, che quella non era arte per me. Del resto quasi tutta l’arte contemporanea fatico a capirla e già l’ho scritto da qualche altra parte.

Ad ogni modo non voglio qui parlare di Rothko (ah, scusate, questo è il nome: Mark Rothko). Qui si intende parlare della “Rothko Chapel“.

La cappella in questione si trova a Houston, in Texas. Finanziata dai collezionisti d’arte John e Dominique De Menil, tre architetti si susseguirono nel progetto collaborando con Rothko: in sequenza, Philip Johnson, Howard Barnstone e Eugene Aubry. E’ considerata una delle più grandi espressioni dell’arte moderna.

Non consacrata ad alcuna religione, nella cappella sono passati i maggiori leader di tutte le religioni. Sul sito ufficiale viene paragonata alla cappella di Venza decorata da Matisse.

Ora, questi sono tutti dati interessanti. Ciò che più ci interessa è che Rothko decorò l’interno della cappella a lui dedicata con quattordici pannelli completamente neri. Colorati da lui, ma completamente neri! Tutti maledettamente neri!

Rothko non vide mai completata la cappella perchè si tagliò le vene qualche mese prima dell’inaugurazione. Qualche critico ancora oggi si interroga se i pannelli della Rothko Chapel siano stati installati nel verso giusto.

Per quanto mi riguarda Rothko è stato un genio. Perchè ancora oggi siamo qui a parlare di lui.

Note a margine:
- di fronte la cappella si trova uno specchio d’acqua progettato da Philip Johnson nella quale sorge una scultura di Barnett Newman chiamata “Broken Obelisk” dedicata a Martin Luther King.
- Peter Gabriel ha intitolato la canzone “Fourteen Black Paintings” (Us, 1992) dopo una visita nella cappella.